FRONTE DEL PORTO

MARTEDI’ 27 – MERCOLEDI’ 28 NOVEMBRE 2018
FRONTE DEL PORTO
di Budd Schulberg con Stan Silverman
traduzione e adattamento Enrico Ianniello

con Daniele Russo, Antimo Casertano, Orlando Cinque, Francesca De Nicolais, Vincenzo Esposito, Ernesto Lama, Daniele Marino, Biagio Musella, Edoardo Sorgente, Pierluigi Tortora

scene Alessandro Gassmann, costumi Mariano Tufano
luci Marco Palmieri, videografie Marco Schiavoni
musiche Pivio e Aldo De Scalzi

uno spettacolo di Alessandro Gassmann

coproduzione Fondazione Teatro di Napoli – Teatro Bellini, Teatro Stabile di Catania

“Una comunità di onesti lavoratori sottopagati e vessati dalla malavita organizzata trova, attraverso il coraggio di un uomo, la forza di rialzare la testa e fare un passo verso la legalità, la giustizia, la libertà.
Ho chiesto ad Enrico Ianniello di spostare l’azione in una Napoli degli anni ‘80, dove la camorra era organizzata è presente tra gli operai del porto industriale.
Come già avvenuto per Qualcuno volò sul nido del cuculo, anche in questo caso la scelta è caduta su un testo ed una tematica che mi coinvolgono profondamente e che portano verso una ricerca di libertà faticosa.
Cerco sempre di ricostruire mondi credibili nei miei spettacoli, pensando ad ogni tipo di pubblico, nella convinzione che ora come non mai il teatro debba essere arte popolare, di difficile esecuzione ma di semplice fruizione. “
Alessandro Gassmann

“Mi sono imbattuto in un film del 1979, La Camorra sfida, la città risponde. Lì, il proprietario di un piccolo cantiere nautico reagisce al taglieggiamento imposto da un clan. Le ambientazioni sono quelle proprie dei porti, con grandi capannoni per il rimessaggio, magazzini, piazzali e profili di grosse navi sullo sfondo. Il ritmo è sostenuto, la musica molto presente, i colori vivaci.
Ecco allora l’idea che mi ha mosso in questo nuovo adattamento: fondere queste esperienze e trasferire Fronte del Porto nella Napoli dei primi anni ‘80 per giocare – dal punto di vista formale – con le musiche di quei film, con i colori sgargianti della moda casual di quegli anni, con i riferimenti culturali di quell’epoca (giusto per citarne uno: l’oro alle olimpiadi di Mosca di Patrizio Oliva, sicuramente un modello per il nostro protagonista), e con una lingua napoletana che in quei film si va italianizzando per darsi una veste di dignitosa comprensibilità nazionale senza perdere il proprio carattere e il proprio bagaglio espressivo. Era quella, inoltre, un’epoca in cui la città stava cambiando pelle nella sua organizzazione criminale; gli anni del terremoto, gli anni di Cutolo. Anni in cui il porto era sempre di più al centro di interessi diversi, legali e illegali.
E, purtroppo, non è stato necessario inventarsi nulla per restituire credibilmente le storie di caporalato, soprusi e gestione violenta del mercato del lavoro in quello specchio della città che è il nostro Fronte del porto.”
Enrico Ianniello