MACBETTU

ph. Alessandro Serra

mercoledì 27 novembre 2019

MACBETTU
uno spettacolo di Alessandro Serra
da Macbeth di William Shakespeare
regia, scene, luci, costumi Alessandro Serra
con Fulvio Accogli, Andrea Bartolomeo, Leonardo Capuano, Andrea Carroni,
Giovanni Carroni, Maurizio Giordo, Stefano Mereu, Felice Montervino
traduzione in sardo e consulenza linguistica Giovanni Carroni
collaborazione ai movimenti di scena Chiara Michelini
pietre sonore Pinuccio Sciola
composizioni pietre sonore Marcellino Garau
produzione Sardegna Teatro, compagnia Teatropersona con il sostegno di: Fondazione Pinuccio Sciola e Cedac Circuito Regionale Sardegna

Premio Ubu 2017 (miglior spettacolo e miglior attore a Leonardo Capuano)
Premio della Critica Teatrale 2017 (miglior spettacolo)
Premio Histryo 2019 (miglior regia)

Un meraviglioso spettacolo in sardo con sopratitoli. Al debutto, nel 2017, ha riscontrato lo scetticismo di qualche critico che, senza vederlo,  storceva il naso e dubitava della necessità di “tradire” ancora una volta Shakespeare, per di più con una versione vernacolare.

Be’, lo  spettacolo e il suo autore Alessandro Serra si sono presi una bella rivincita: Macbettu, pluripremiato in Italia, è stato invitato e apprezzato in tutto il mondo, dalla Francia al Perù, dal Portogallo al Giappone; e prosegue nella sua – si può ben dire – trionfale tournée nazionale per la terza stagione consecutiva, emozionando il folto pubblico che ovunque lo accoglie.

Come nella più pura tradizione elisabettiana, lo spettacolo è interpretato da soli uomini. L’idea nasce nel corso di un reportage fotografico tra i carnevali della Barbagia. La Scozia sostituita da una Sardegna ancestrale. I suoni cupi prodotti da campanacci e antichi strumenti, le pelli di animali, le corna, il sughero. La potenza dei gesti e della voce, la confidenza con Dioniso e al contempo l’incredibile precisione formale nelle danze e nei canti. Le fosche maschere e poi il sangue, il vino rosso, quell’incedere di ritmo antico, un’incombente forza della natura che sta per abbattersi inesorabile, placida e al contempo inarrestabile, come la foresta che avanza. Ma soprattutto il buio inverno. Sorprendenti le analogie tra il capolavoro shakespeariano e i tipi e le maschere della Sardegna. La lingua sarda non limita la fruizione ma trasforma in canto ciò che in italiano rischierebbe di scadere in letteratura. Pietre, terra, ferro, sangue, positure di guerriero, residui di antiche civiltà nuragiche. Materia che non veicola significati, ma forze primordiali che agiscono su chi le riceve.


BIGLIETTI
Platea – palchi I° e II° ordine centrali     intero – euro 20,00 / ridotto – euro 17,50
Palchi I° e II° ordine laterali – III° ordine centrale    intero – euro 17,50 / ridotto – euro 15,00
Palchi III° ordine laterali e loggione    unico – euro 15,00
info biglietteria