MADE IN ITALY 14.0

madesabato 19 dicembre 2015
Agora Coaching Project

MADE IN ITALY 14.0
Coreografie Michele Merola, Ricardo Fernando

Continua la collaborazione con Agorà Coaching Project, corso professionale di perfezionamento per danzatori che li fa incontrare e li vede interpreti di coreografie firmate da importanti protagonisti della danza contemporanea italiana ed europea di differente orientamento stilistico. Da questi incontri nascono gli spettacoli Made in Italy, ospitati all’Asioli.

Michele Merola è coreografo e direttore artistico della compagnia MM Contemporary Dance Company;
Ricardo Fernando, brasiliano, è direttore del Balletto di Hagen (Germania) ed è coreografo ospite di diverse compagnie in tutto il mondo.

TANGATA
Coreografia, regia, luci: RICARDO FERNANDO
Musica: Astor Piazzola
Luci: Cristina Spelti
Costumi: Vibeke Andersen – ricreati per Agora Coaching Project da Nuvia Valestri
Interpreti: Agorà Coaching Project (16 danzatori)

“Il titolo Tangata, è un mix di due parole molto usate da Astor Piazzolla nelle sue musiche, Tango e Fugata. La musica del tango, specialmente quella di Piazzola, mi ha seguito durante tutta la mia carriera: la prima coreografia in cui ho usato queste musiche fu per il St. Gallen Ballet (Svizzera), poi per Chemnitzer Ballet, più tardi una versione a serata intera per il Bremerhaven Ballett, a seguire per Pforzheim Ballet e per il Ballet Hagen.
Per Tangata ho usato per la prima volta un lavoro di Piazzolla per orchestra che mi ha dato una nuova visione della sua musica. La mia ispirazione coreografica proviene principalmente da essa, dal mood e dal ritmo che porta a farmi muovere. Per la coreografia di Tangata ho usato tipici passi di tango mixati con passi classici e contemporanei. Non voglio raccontarvi precisamente la storia, preferisco lasciarvi alla vostra immaginazione.” Ricardo Fernando

LE QUATTRO STAGIONI
Coreografia: Michele Merola
Musica: Antonio Vivaldi
Luci: Cristina Spelti
Costumi: Nuvia Valestri
Interpreti: Agorà Coaching Project (16 danzatori)

Le quattro stagioni di Antonio Vivaldi sono senz’altro tra i concerti più eseguiti al mondo. Hanno sempre esercitato un potere evocativo straordinario: ascoltando questi brani ci si immerge, fin dalle prime battute, in un’atmosfera magica, che termina solo con le ultime note dell’Inverno.
La coreografia di Michele Merola, creata per i sedici danzatori di Agora, prende spunto dal ciclo della natura che si rinnova fuori e dentro noi stessi: ogni anno siamo portati in una dimensione temporale primordiale, in cui partecipiamo all’alternarsi delle stagioni in una sorta di rituale magico, in cui l’uomo primitivo, tuttora dentro di noi, tenta di dominare, invano, le forze della natura. Una natura che muore, ma che contiene in sé il seme della rinascita. Dove per morte della natura si intende la fine del ciclo in una forma e la trasformazione in un’altra. Le stagioni diventano così un cerchio che si chiude: una volta concluso, il ciclo ricomincia, all’infinito, in una spirale senza interruzioni, dove tutto sembra essere uguale, ma è sempre diverso.
La certezza che una nuova Primavera tornerà, ci conforta, ci dà forza e fiducia in un nuovo ciclo di cui siamo punto di partenza e punto di ritorno.