UN NEMICO DEL POPOLO

sabato 7 marzo 2020 – ore 21 / domenica 8 marzo  2020 – ore 17

Massimo Popolizio e Maria Paiato in
UN NEMICO DEL POPOLO
di Henrik Ibsen
traduzione Luigi Squarzina
regia Massimo Popolizio
e con Tommaso Cardarelli, Francesca Ciocchetti, Martin Chishimba, Maria Laila Fernandez, Paolo Musio, Michele Nani, Francesco Bolo Rossini
e con Flavio Francucci, Cosimo Frascella, Alessandro Minati, Duilio Paciello, Gabriele Zecchiaroli
scene Marco Rossi
costumi Gianluca Sbicca
luci Luigi Biondi
suono Maurizio Capitini
video Lorenzo Bruno e Igor Renzetti
assistente alla regia Giacomo Bisordi
foto di Giuseppe Distefano
produzione Teatro di Roma – Teatro Nazionale

Dopo il grande successo di Ragazzi di Vita di Pier Paolo Pasolini, ecco un testo classico, un dramma rovente e stringente sull’attualità: Un nemico del popolo di Henrik Ibsen è la nuova sfida firmata da Massimo Popolizio, anche in scena, per indagare i temi del potere, della corruzione, della responsabilità etica per l’ambiente. L’opera del drammaturgo norvegese assume dal nostro “oggi” una inedita forza comunicativa, senza ridursi a un mero atto di accusa contro la speculazione; non cessa di raccontare, con spietata lungimiranza, il rischio che ogni società democratica corre quando chi la guida è corrotto e la maggioranza soggiace al giogo delle autorità pur di salvaguardare l’interesse personale. Un conflitto politico e morale contrappone nella vicenda due fratelli: il medico che scopre l’inquinamento delle acque termali della sua città, contrapposto al fratello-sindaco, politicamente insabbiatore, che tenta invano di convincerlo che la sua denuncia porrà fine ai sogni collettivi di benessere. Che fare? Chiudere le terme in attesa di una bonifica – con il conseguente danno economico – o persistere nel promuoverle, assicurando lo sviluppo di tutta la città? Due visioni: quella del Dr. Tomas Stockmann, fautore della chiusura delle terme, e di suo fratello, il sindaco Peter Stockmann. Non si tratta di un confronto di due posizioni, quanto piuttosto dello scontro tra due punti di vista. “Saremo tutti d’accordo nell’affermare che sulla faccia della terra gli imbecilli costituiscono la maggioranza. Allora perché dovremmo farci comandare dalla maggioranza?”, così provoca il Dr. Stockmann, per Ibsen: le regole della vita di una democrazia, con i suoi paradossi, sono di grande interesse, in questi tempi. “Quando l’attualità dei temi incontra un testo del passato – dice Popolizio – la sfida della messa in scena diventa attiva, alla ricerca di un’efficacia nel raccontare, e ricettiva, per ascoltare e apprendere ciò che un’opera così densa ancora oggi ci svela sul potere, la corruzione, il bene comune e l’interesse personale».

“Geometria scenica perfetta. Massimo Popolizio dirige una macchina teatrale che è orologio sinfonico, scansione metrica di uno spazio-tempo musicato dal corpus attoriale, testo incarnato. Ibsen redivivo, sconfitto lo spettro del classico, reso nostro contemporaneo. Il palcoscenico come scatola cinese che guida l’occhio del pubblico verso la verità. Il pubblico come spettatore passivo reso maggioranza inconsapevole. Al fool il ruolo di traghettatore da un quadro all’altro, mentre la scena crolla e le maschere cadono, mentre “tutto cambia affinché nulla cambi”. Ogni personaggio si svela nell’ombra della sua rotondità; solo Stockman sembra rimanere trasparente, come il vetro del suo studio, sin dall’inizio vulnerabile, infine crepato.
Maria Paiato è gigantesca nel suo invadere la scena, fa perdere ogni sua traccia sulla strada di un personaggio che riflette le mille contraddizioni del Potere, tessendo la rete della compassione ingannevole. Come nell’ultima cena, il tavolo a cui siedono le voci del popolo racconta una storia già scritta, una sconfitta a priori; il tradimento è avvenuto, ora sta alla maggioranza scegliere: Gesù o Barabba. La paura della verità vince sul suo detentore, attore divulgatore in minoranza, relegandolo al ruolo di fool, incompreso e isolato da tutti. Così, nella luce senza ombre esce, lui che non ha bisogno di quinte o sipari.”
(dal sito dominiopubblicoteatro.it – Alessandra Cimino)

(…) lo spettacolo gioca una carta strepitosa nella specularità avversa di due fratelli in lizza. Uno, il sanitario delle terme intenzionato a rendere pubblico l’inquinamento, è un davvero maturo Popolizio anti-eroe, umorale, ingenuo, buffo e titanico “commesso viaggiatore” perdente, e l’altro, il fratello sindaco, responsabile dello stabilimento, contrario a scandali, impegnato in giochi pre-elettorali, è rigorosamente, inappuntabilmente reso senza smorfie da una statuaria Maria Paiato in gilet, capelli maschi e (come tutti) cappello da uomo. Fantastico duello.(…)
(La Repubblica/Robinson – Rodolfo di Giammarco)


BIGLIETTI
Platea – palchi I° e II° ordine centrali     intero – euro 25,00 / ridotto – euro 22,00
Palchi I° e II° ordine laterali – III° ordine centrale    intero – euro 22,00 / ridotto – euro 20,00
Palchi III° ordine laterali e loggione    unico – euro 17,00
info biglietteria