Wordstar(s)

Ugo Pagliai in Wordstar(s) Foto di Marco Secchi

martedì 4 dicembre e mercoledì 5 dicembre 2012 – ore 21

WORDSTAR(S)
di Vitaliano Trevisan
con Ugo Pagliai, Paola Di Meglio, Alessandro Albertin e con Paola Gassman
regia Giuseppe Marini
scene Antonio Panzuto
costumi Gianluca Falaschi
musiche  Marco Podda
luci Pasquale Mari
produzione Teatro Stabile del Veneto

Ingresso euro 23 – 20 – 17,50 – (prevendita dal 5 novembre)

WordStar, il più diffuso programma di scrittura prima dell’avvento di Microsoft Word. Niente più stelle, solo parole.

Allo stesso modo, come un programma di scrittura ormai obsoleto, si spegne un vecchio scrittore, Samuel – direttamente ispirato alla figura e alla biografia di Samuel Beckett – , incalzato dal ricordo della moglie e dell’amante, entrambe inaspettatamente morte prima di lui, e tormentato dalla presenza del direttore di una rivista di studi a lui dedicata, che cerca di carpirgli un’ultima “illuminante” dichiarazione.

Vitaliano Trevisan

 

Tenendosi al riparo dalla cronistoria o dalla biografia  teatralizzata, Wordstar(s) narra (con libertà immaginativa che ha consentito possibili e pertinenti pennellate  bernhardiane nella composizione del ritratto)  gli ultimi giorni – o forse ore – di vita del grande scrittore, colto nella  sua  quotidianità comicamente scandalosa. La vertigine del pensiero e  il tormento creativo dell’artista si  coniugano con la tragicomica goffaggine dell’uomo, letteralmente in mutande, e di un corpo, cervello compreso, che va in  malora e che impedisce  le  più elementari attività quotidiane, come tagliarsi le unghie dei  piedi.

Al flusso monologante del protagonista fanno da contrappunto le due figure femminili di Suzanne e Billie – la moglie e l’amante – che  nel loro chiacchiericcio post mortem, logorroico e delirante, sembrano proprio (e così le  ho trattate registicamente) due creature beckettiane nel loro teatrino purgatoriale… così da  avere sullo  stesso palcoscenico lo scrittore e il suo teatro in un alternante doppio registro con cui, a mio avviso, respira il testo-spettacolo.

Analogo trattamento, un po’ meno marcato, per la figura del giornalista-professore-biografo Knowson, che vagheggia fortune editoriali sulla vita di Samuel.

Giuseppe Marini