
EUMENIDI. Tutta, tutta del padre io sono
da Eschilo
regia Serena Sinigaglia
adattamento Serena Sinigaglia e Gabriele Scotti
traduzione Maddalena Giovannelli e Nicola Fogazzi
con Francesca Ciocchetti, Matilde Facheris, Maria Pilar Pérez Aspa, Arianna Scommegna, Giorgia Senesi, Sandra Zoccolan, Debora Zuin
produzione ATIR, Nidodiragno/CMC produzioni e Teatro Carcano
Dopo il successo ottenuto con Supplici di Euripide, Serena Sinigaglia torna all’Asioli con un nuovo lavoro di riscrittura del teatro greco portando sul palco un’acuta riflessione sul mutamento del ruolo della donna all’interno della società nel corso del tempo.
La regista si accosta infatti ad un testo, Eumenidi di Eschilo, che illumina la transizione epocale da un’era durante la quale la giustizia era in mano alle donne ad un’altra in cui era prerogativa degli uomini. Da Erinni, o Furie, dee vendicatrici dei crimini verso la famiglia che incarnavano un primitivo senso di giustizia, dunque, ad Eumenidi – ossia “le benevole”; divinità disinnescate e rese innocue, private dei loro poteri e trasformate in semplici oggetti di culto e venerazione che rappresentano il femminile domato.
Il racconto parte dalla fine del mito di Eschilo e così le sette attrici che interpretano le erinni/eumenidi, le stesse di Supplici, procedono a ritroso cercando il proprio passato, interrogandosi sul ruolo del principio femminile nella storia e nella società, chiedendosi se sia esistito un tempo in cui le civiltà erano matriarcali e cosa abbia portato al predominio del maschile. Uno spettacolo con un taglio contemporaneo e corale che consente di cogliere aspetti del testo che risuonano nel presente.


