Antonio e Cleopatra


Martedì 23 gennaio 2024
ore 20,30

ANTONIO E CLEOPATRA
di William Shakespeare
uno spettacolo di Valter Malosti
traduzione e adattamento Nadia Fusini e Valter Malosti

con Anna Della Rosa, Valter Malosti
Danilo Nigrelli, Dario Battaglia, Massimo Verdastro, Paolo Giangrasso, Noemi Grasso, Ivan Graziano, Dario Guidi, Flavio Pieralice, Gabriele Rametta, Carla Vukmirovic

scene Margherita Palli
costumi Carlo Poggioli
disegno luci Cesare Accetta
progetto sonoro GUP Alcaro
cura del movimento Marco Angelilli
maestro collaboratore Andrea Cauduro

assistenti alla regia Virginia Landi, Jacopo Squizzato
assistenti alle scene Marco Cristini, Matilde Casadei
assistenti ai costumi Simona Falanga, Riccardo Filograna

chitarra elettrica live Andrea Cauduro | arpa celtica live Dario Guidi

coordinatore tecnico di tournée e capo elettricista Umberto Camponeschi
direttore di scena e capo macchinista Marco Giua | macchinista Davide Lago – Leandro Spadola
attrezzista Laura Franciò | fonico Angelo Longo, Pietro Tirella, Luca Martone – Fabio Romano
esecutore del progetto sonoro Andrea Cauduro | elettricista Chiara Zaffiro – Gianluca Di Meo
sarta Maria Vittoria Pelizzoni | trucco e parrucco Claudia Bastia

direttore tecnico Massimo Gianaroli | scene costruite nel Laboratorio di ERT / Teatro Nazionale
responsabile dell’allestimento e del laboratorio di costruzione Gioacchino Gramolini
costruttori Sergio Puzzo, Veronica Sbrancia, Davide Lago, Leandro Spadola
scenografe decoratrici Ludovica Sitti con Sarah Menichini, Benedetta Monetti, Martina Perrone, Bianca Passanti
costumi realizzati da Maria Vittoria Pelizzoni, Adriana Cottone per ERT / Teatro Nazionale e da Tirelli Costumi

produzione Emilia Romagna Teatro ERT / Teatro Nazionale, Fondazione Teatro di Napoli – Teatro Bellini, Teatro Stabile di Bolzano, Teatro Stabile di Torino – Teatro Nazionale, LAC Lugano Arte e Cultura

si ringrazia Gilberto Sacerdoti, Aldo Schiavone

personaggi e interpreti

Cleopatra Anna Della Rosa
Antonio Valter Malosti
Enobarbo (al seguito di Antonio) Danilo Nigrelli
Cesare OttavianoDario Battaglia
Indovino Massimo Verdastro
Messaggero di Cleopatra – Paolo Giangrasso
Agrippa (al seguito di Ottaviano) – Ivan Graziano
Incanto (ancella di Cleopatra) – Noemi Grasso
Eros  – Dario Guidi
Ottavia (sorella di Ottaviano) – Carla Vukmirovic
Messaggero di Roma – Flavio Pieralice
Soldato di Antonio – Gabriele Rametta

In Antonio e Cleopatra i due straripanti protagonisti eccedono ogni misura per affermare la loro infinita libertà. Politicamente scorretti e pericolosamente vitali, al ritmo misterioso e furente di un baccanale egiziano vanno oltre la ragione e i giochi della politica. Inimitabili e impareggiabili, neanche la morte li può̀ contenere. Parallelamente a questa travolgente e teatralissima storia d’amore scorre un frammento di storia della grande Roma che va dal 41 a.C. al 30 a.C., che Shakespeare condensa e spalma con grande libertà (non solo temporale) nella sua tragedia. Antonio è uno dei triumviri che regge Roma e le terre conquistate, insieme a Cesare Ottaviano, suo antagonista anche nell’opera di Shakespeare, e Lepido. Antonio, dopo aver contribuito a neutralizzare la minaccia di Pompeo di destabilizzare Roma, ed essersi sposato con la sorella di Ottaviano, attratto irresistibilmente dalla “maga” Cleopatra torna in Egitto e cerca di portare a compimento il sogno di Giulio Cesare di creare un impero con il baricentro spostato in Oriente. Pur essendo un grande soldato si deve però inchinare alla superiore abilità strategica di Ottaviano, che poi diventerà̀ Augusto, il primo imperatore dei Romani, ma questa è un’altra storia. La trama e la scrittura sono ispirate alla Vita di Antonio, una delle straordinarie Vite Parallele di Plutarco, che Shakespeare lesse tradotto da North. Oggi in Italia questo testo di Shakespeare è rappresentato molto raramente: un piccolo paradosso perché́ Cleopatra è una delle icone dell’antichità̀ ancora oggi famosissima, e assolutamente “moderna”. Pochi però conoscono o hanno letto il testo di Shakespeare, un capolavoro da scoprire e riscoprire.

Di Antonio e Cleopatra resta impressa nella memoria soprattutto l’immagine, ai confini con il kitsch, e vista attraverso la lente d’ingrandimento del grande cinema (grande davvero, vista la regia di Joseph L. Mankievicz) di Hollywood, della coppia Richard Burton / Liz Taylor.

Antonio e Cleopatra è un’opera disincantata e misteriosa, che mescola tragico, comico, sacro e grottesco, un meraviglioso poema filosofico e mistico (e alchemico) che santifica l’eros, che gioca con l’alto e il basso, scritto in versi che sono tra i più̀ alti ed evocativi di tutta l’opera shakespeariana, ma anche un teatro della mente che esige un nuovo cielo e una nuova terra.

Per Antonio conoscere Cleopatra – un “Serpente del vecchio Nilo” che siede in trono rivestita del manto di Iside – è ciò̀ che dà un senso al viaggio della vita, nell’incontro con Cleopatra Antonio nasce pienamente a sé stesso. Quanto a Cleopatra, scrive Nadia Fusini, «oltre che Didone e Iside, è una zingara, è la grande prostituta d’Oriente, un’anticipazione di Isolde, la donna “strana” e straniera dei Proverbi, la “lussuriosa” di Dante, la “fedele” in amore di Chaucer, la puttana di Cesare, e ora l’amante di Antonio. Cleopatra è una mala femmina e Antonio il suo pagliaccio. Ma soprattutto, ora, in questo dramma, è la sacerdotessa di un’azione drammatica […] piena di contraddizioni, che nella logica dell’economia erotica con cui Shakespeare gioca, esplodono con fragore dissolvendo pretese macchinazioni puritane volte a legiferare in senso repressivo sulla materia incandescente dell’eros».