RIGOLETTO

Rigoletto-manifesto

DOMENICA 7 DICEMBRE 2014 (inizio ore 20,15*)

RIGOLETTO
melodramma in tre atti
libretto di Francesco Maria Piave dal dramma Le Roi s’amuse di Victor Hugo
musica di Giuseppe Verdi
con Riccardo Mirabelli (Il duca di Mantova), Marzio Giossi (Rigoletto), Paola Cigna (Gilda)
direttore Giulia Manicardi
Orchestra Sinfonica Cantieri d’Arte
Coro Filarmonico di Modena “L. Gazzotti”
regia Pierluigi Cassano
luci Luciano Pellicelli
scene e costumi Artemio Cabassi realizzati da Arte Scenica (RE)
produzione Mutina Eventi /Fantasia in RE

ingresso euro 30, 26, 23

Rigoletto va in scena per la prima volta al Teatro La Fenice di Venezia l’11 marzo 1851. Simbolo di tutti i padri verdiani, Rigoletto è tra i personaggi più amati della storia dell’opera. Fin dalla prima riscosse un successo straordinario ed ebbe ben 21 recite, anche se il percorso fino all’attuale libretto fu travagliato. “Il poeta Piave ed il celebre maestro Verdi non hanno saputo scegliere altro campo per far emergere i loro talenti che quello di una ributtante immoralità ed oscena trivialità”: questo severo giudizio del Governatore di Venezia fu pronunciato dopo la lettura della prima edizione del libretto, che aveva come antagonista del buffone il re di Francia Francesco I.
A seguito delle controversie con la censura (già il dramma originale di Hugo, Le Roi s’amuse, era incorso, dopo la prima rappresentazione del 1832 a Parigi, negli strali della censura francese),l’ambientazione dell’opera verdiana fu mutata: anziché la corte francese, la corte del ducato di Mantova; ed invece di un re il duca di un ducato ormai inesistente (i Gonzaga erano estinti da più da un secolo) come antagonista del buf fone, il cui nome da Triboulet divenne Rigoletto.

Al teatro Asioli di Correggio è stato rappresentato nel 1907, nel 1925, nel 1945, nel 1949 e, in forma di concerto, nel 2006.

“La donna è mobile…”

“Bella figlia dell’amore…”

“Cortigiani, vil razza dannata…”

“Questa o quella per me pari sono…”

“Sì, vendetta, tremenda vendetta…”

“Pari siamo! Io la lingua, egli ha il pugnale…”