
GIOVANNA DEI DISOCCUPATI. Un apocrifo brechtiano
di e con Natalino Balasso
e con Marta Cortellazzo Wiel, Roberta Lanave, Graziano Sirressi
regia Andrea Collavino
scene Anusc Castiglioni
costumi Sonia Marianni
luci Cesare Agoni
cura musicale Celeste Gugliandolo
una coproduzione Corvino produzioni / Centro Teatrale Bresciano / Emilia-Romagna Teatro – Teatro Nazionale/ Teatro Stabile di Bolzano
Nel 1930 Bertolt Brecht scrisse Santa Giovanna dei Macelli, un’opera teatrale ambientata nella Chicago della grande depressione che racconta la crociata contro il capitalismo, personificato dal dispotico Pierpont Mauler, magnate della carne in scatola, guidata dalla giovane e strampalata idealista Giovanna Dark, che rappresenta la classe operaia. Nel corso di quasi cento anni, il mondo è cambiato ma le dinamiche che lo governano sono sempre le stesse: la sudditanza, la prevaricazione, la legge del più forte, la ricerca del potere, i ricchi che si arricchiscono e i poveri che diventano sempre più poveri.
Giovanna dei disoccupati è un progetto di rielaborazione e di ricontestualizzazione. Definito dal suo autore un apocrifo brechtiano, lo spettacolo è un tentativo di immaginare cosa potrebbe scrivere il drammaturgo tedesco guardandosi intorno oggi, schiacciato dal consumismo e oppresso da un mondo commerciale-pubblicitario-social in cui affiora la figura del superuomo economico, emblema dei difetti di questa società: senza un pensiero vero e senza profondità artistiche o intellettuali, il superuomo economico è infatti programmato per produrre, come una perfetta macchina da soldi.
Giovanna dei disoccupati è un’opera arguta, in grado di far ridere e guardare con spirito critico la nostra condizione collettiva.


