Il pianoforte, principe degli strumenti.

ph. Tiziano Ghidorsi

Venerdì 2 febbraio, presso il teatro Asioli di Correggio, abbiamo assistito ad un interessantissimo concerto dove il principe degli strumenti, il pianoforte, è stato di scena con il giovane pianista Gian Marco Verdone, il quale peraltro abbiamo avuto la fortuna e l’onore di incontrare personalmente prima del concerto.

Durante il dialogo con lui, abbiamo avuto modo di ascoltare il racconto della sua ascesa artistica e di comprendere quanto sia complicato vivere della propria arte nella società odierna; ma soprattutto abbiamo avuto l’occasione di conoscere il lato umano di un ragazzo che ha solo qualche anno in più di noi (classe ’94), scambiando con lui una pluralità di opinioni in merito alle arti e al loro cammino sincronistico nel corso della storia.
Terminato l’ incontro con il pianista, abbiamo finalmente potuto godere delle sue magiche note.

Il concerto aveva in programma un repertorio interamente ottocentesco di brani, ma caratterizzati da stili chiaramente differenti l’uno dall’altro.
Sono stati eseguiti infatti la Sonata per pianoforte in Re minore n°17 “La Tempesta”, la Polacca-Fantasia Op. 62 di Fryderyk Chopin e “Quadri da un’Esposizione” di Modest Musorgskij.

Nella prima parte del concerto sono stati eseguiti la Sonata e la Polacca in maniera molto intensa ed energica. La sonata è parsa molto curata dal pianista, che è riuscito a far trapelare sia la poetica (nel secondo movimento) sia gli impeti (nel primo e soprattutto nel terzo movimento) beethoveniani.
Di una notevole interpretazione è stata l’esecuzione della Polacca di Chopin, dove non si è nascosta l’impronta apportata dal giovane artista, così come il suo coinvolgimento.

La seconda parte del programma è stata interamente dedicata a “Quadri da un’Esposizione”. Esecuzione a dir poco brillante, mirabile, impetuosa e rara: stiamo parlando di una suite alquanto lunga e dalla notevole difficoltà tecnica. Il pianista è riuscito pertanto a dimostrarsi virtuoso; e non qui soltanto ma anche nello speciale “fuori-programma” con cui noi spettatori-uditori siamo stati deliziati. In quest’ultimissima parte del concerto ci è stato eseguito un brano di Gian Marco Verdone stesso, la Grande Ballata Op.3, pezzo assolutamente virtuosistico, dalle reminiscenze romantiche e tardo-romantiche fuse a sonorità più propriamente contemporanee.

Francesca Rossetto, Sergio Lodi, Matteo Pascucci

concerto Gian Marco Verdone pianoforte – venerdì 2 febbraio 2018, ore 21