
AUTORITRATTO
di e con Davide Enia
musiche Giulio Barocchieri
luci Paolo Casati
suono Francesco Vitaliti
si ringrazia Antonio Marras per gli abiti di scena
produzione CSS Teatro stabile di innovazione del FVG, Piccolo Teatro di Milano-Teatro d’Europa, Accademia Perduta Romagna Teatri, Spoleto Festival dei Due Mondi
Il primo morto ammazzato l’ho visto a otto anni, tornando a casa da scuola. Conoscevo il giudice Borsellino, abitava di fronte casa nostra, sono cresciuto giocando a calcio con suo figlio. E padre Pino Puglisi, il sacerdote ucciso dalla mafia, era il mio professore di religione al liceo. Come me, i miei amici, i miei compagni, i miei concittadini, tutti quanti abbiamo toccato con mano la mafia. Tutti possediamo una costellazione del lutto in cui le stelle sono persone ammazzate da Cosa Nostra.
(Davide Enia)
Partendo dalla cronaca degli anni Ottanta e dalle bombe del ‘92, intorno alle quali costruisce una coinvolgente intelaiatura biografica, Davide Enia traccia «un autoritratto intimo e collettivo» di una comunità costretta a convivere con la continua epifania del male.
Prendendo in esame un caso particolare e spartiacque nella coscienza collettiva, ovvero il rapimento e l’omicidio del figlio di un collaboratore di giustizia, e utilizzando gli strumenti linguistici messi a disposizione dal vocabolario teatrale della sua Palermo – come il corpo, il canto, il dialetto, il pupo, la recitazione, il cunto – Enia esplora la nevrosi dei suoi concittadini nei confronti della criminalità organizzata e spiega che, per diverse ragioni, la mafia è stata spesso minimizzata, sottostimata, banalizzata o al contrario mitizzata, ma non è mai stata affrontata per quello che è veramente.
Con Autoritratto Davide Enia ha vinto Premio UBU come Miglior attore/performer 2025.
Lo spettacolo, inoltre, si è aggiudicato il Premio UBU per il Miglior nuovo testo italiano o scrittura drammaturgica (messo in scena da compagnie o artisti italiani).


